Ci Raccontiamo
Sono nate come "mamme"
invece che come "neri", che poi erano bianchi, non solo perché erano
(e sono) donne, ma perché alcune di loro avevano (hanno) dei figli e
delle figlie, e come per quelle magie che nella vita accadono ogni tanto,
erano tornate a cantare, sorprendendo un po' anche sé stesse, ritrovando
la passione della loro giovinezza dopo che l'avevano messa per un po' in un
cantuccio occupate com'erano a fare le spose e le madri. Per altre invece era la prima volta.
Cantavano solo (ovviamente) sotto la doccia, e sbucciando le cipolle,
quando nessuno le sentiva, ma piano piano si erano lasciate contagiare
dall'entusiasmo delle amiche, si erano fatte tutte un vestitino uguale e
avevano deciso di salire sopra un palco anche se avevano le ginocchia
che tremavano come fossero di burro.
Sono nate in un'isola della laguna di Venezia dove soffia forte,
e non da ieri, il vento delle sette note: il Lido, non nuovo a fenomeni e
talenti musicali, basta pensare (un nome per tutti) a quel Maurizio Piccoli
che ha scritto per la Vanoni, le due Bertè e parecchi altri, alcune delle più belle
canzoni degli ultimi quarant'anni.
E non a caso sono nate sotto la direzione musicale, e la spinta dolce e vigorosa,
di un altro musicista dell'isola, quel Marino Sartori, più conosciuto
negli ambienti musicali col nome d'arte di Marney Taylor, che prima di diventare un
raffinato pianista di piano bar apprezzato in patria e fuori
(trionfali i suoi concerti degli ultimi anni a Berlino!),
aveva dato vita nei primi anni '60, allo scoppio del fenomeno del beat,
a uno dei primi complessi italiani interpreti della musica nuova che faceva
impazzire i giovani: i mai dimenticati "Chewing Gums".
Guidate da mani così esperte e sapienti, le "Mamme" non potevano che avere fortuna. Com'è stato.
Oggi le "Mamme per caso" non sono più un caso nè una meteora di passaggio.
Sono diventate un'originale e splendida realtà nel panorama musicale veneziano,
veneto e italiano. Bionde e brune, alte e meno, magre e non, maritate e nubili,
con figli grandi e figli piccoli (qualcuna anche senza), espansive e introverse,
dopo aver debuttato sotto l'ala protettrice della nobilissima Compagnia de Calza "I Antichi",
si sono fatte le ossa e la gavetta, come tutti i gruppi che si rispettino, in decine e decine
oramai di concerti, spettacoli, serate, esibizioni in piazze, teaatri e locali di Venezia e
dintorni come di varie città italiane.
I giornali ne hanno parlato, a buon diritto, come di un nuovo fenomeno musicale,
e più volte hanno fatto la loro comparsa in programmi televisivi anche a diffusione nazionale,
suscitando ogni volta prima curiosità, poi interesse, e infine ammirazione, come capita a tutti
dopo averle sentite cantare.
Il loro è un ensemble di voci molto affascinante e piuttosto unico nel suo genere.
Voci alte e voci basse, voci potenti e voci delicate, timbri melodici e timbri hard, le "Mamme"
sono un gruppo vocalmente completo, che canta su basi accuratamente selezionate e preparate dal
Maestro Sartori che le dirige personalmente con impareggiabile brio, e che si sa destreggiare
abilmente sia nel vasto repertorio della musica leggera italiana dei nostri tempi, come in quello
dei grandi standards internazionali, evergreens che sanno riproporre in modo proprio, con personalità
autonoma, senza per questo tradire l'ispirazione originaria dei pezzi, ma valorizzando piuttosto
l'impasto e i colori delle voci e dei caratteri delle cantanti.
Le "Mamme" non disdegnano peraltro anche alcune divertenti e riuscite incursioni nelle canzoncine
d'antan, quelle che ci riportano ad un'Italia d'altri tempi, a cavallo tra le due guerre e
all'epoca felice e un po' illusoria del boom economico del dopoguerra.
(Roberto Bianchin)
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